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mercoledì 4 gennaio 2012

A GRANDE RICHIESTA LE RICETTE DEL BUFFET

Ben ritrovati!In questa settimana di transizione, che si porterà via feste, bagordi, decori, strenne, perdita della cognizione del tempo(per chi è in ferie...), mi sto letteralmente godendo la tranquillità milanese(di cui ho parlato diverse volte) quando "i milanesi sono in vacanza".Strade poco trafficate, gente che è in giro solo per passeggiare,l'andare in giro in bici senza il rischio di essere stirato, atmosfera un po' più rilassata..basterebbe poco per vivere bene in questa città!Vabbè, io all'utopia voglio crederci, chissà che prima o poi....
Prima che vi fiondiate tutti sulla calza della Befana(che poi non ho capito come mai adesso anche i bambini lombardi festeggino la Befana;non vi bastano S.Lucia , Gesù Bambino e Babbo Natale???!Scusate ma sono tradizionalista..), comincio a darvi due ricette del buffet di capondanno, grazie ad una gentile concessione di Chef Tony(che doveva essere Chef unico, io mi sono inserita last minute), fautore delle capesante gratinate, dei gamberi, dei medaglioni , del risotto e del cotechino, dei cocktail, dei giri di ballo(one man show insomma)....Cucinare con lui è stato troppo divertente, darsi consigli, una mano, una mescolata al risotto...uno spasso.Visti i plausi, spero di bissare :)Tony sei mitico!!!!
I Croissant dovevano essere inizialmente dei triangoli di phillo come questi ma, non trvand pasta fillo abiamo optato per la brisè e trasformato i triangoli in brioscine...buone lo stesso!I ripieni erano già stati ampliamente sperimentati;)

CROISSANT DI BRISE'

Dischi di pasta brisè
radicchio rosso
rucola
scamorza affumicata
crescenza olio evo
tuorlo d'uovo

Per prima cosa mondate il radicchio, affettatelo e spadellatelo con dell'olio evo(eventualmente sfumate con vino bianco e salate).Tritate grossolanamente la rucola.Riducete la scamorza a dadini  e mischiatela con il radicchio(primo ripieno).Stendete il disco di brisè e tagliatelo in triangoli, come se fosse un orologio.
Prendete un po' di ripieno al radicchio e ponetelo alla base del triangolo ed arrotolatelo su se stesso, dando la forma di briosc..Fate lo stesso prendendo un po' di rucola e crescenza, sinoa d esaurimento degli ingredienti.Spennellate la superficie delle brioscine con del turlo d'uovo e cuocete in forno per 15/20 min a 180°.
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Per le CAPENSATE GRATINATE ALLA SICILIANA...Il mio gratin(che è quello di mamma) è cstituito da pan grattato, poco grana, prezzemolo, aglio olio evo e stop.Una panatura asciutta. Chef Tony invece fa così:pangrattato, PECORINO,olio evo, aglio, prezzemolo,e CAPPERI.Non ho nessuna foto ma, vi posso assicurare che erano deliziose!Del resto le sue radici sicule non potevano che essere una garanzia! Nella prox puntata vi presenterò i suoi gamberi in crosta di cocco e lime, d'accordo?

venerdì 30 settembre 2011

CIAO SETTEMBRE...

Non so voi, ma io ho sempre un velo di malinconia in questo periodo...L'estate è ormai partita(sebbene le temperature dicano il contrario) e le foglie cominciano la loro danza verso la terra, in un turbine di rosso-giallo-marrone, rendendo questo passaggio meno mesto.
Settembre se ne va, e con lui tante cose.Ma forse l'autunno è solo il preludio di qualcosa che rinascerà splendente in primavera..basta solo avere pazienza e coccolarsi un po'.
Per salutare settembre vi propongo l'ennesima non ricetta, fatta di semplicità.Il basilico dell'orto e la scelta di portare il formaggio fuori dal pesto, sapete che non amo troppe sovrapposizioni ed orpelli.Quando gli ingredienti sono dop, il risultato è garantito.

FARRO CON PESTO LEGGERO di BASILICO ALLE NOCI  E  CUBOTTI di PECORINO DOP

80 gr a testa di farro decorticato bio
1 mazzo di basilico dell'orto
1 manciata di noci
olio evo  del Bitonto DOP
1 fetta di pecorino toscano DOP dolce

Mentre cuocete ad assorbimento il farro, tritate il basilico(meglio nel mortaio...o con lame del mixer ghiacciate per non ossidare il basilico..) con le noci ed emulsionatelo nell'olio evo.Tagliate a cubotti il pecorino.Cotto il farro conditelo col pesto ed aggiungete il pecorino.Impiattate e mangiate con allegria.


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martedì 5 luglio 2011

LO YOGURT IMBOSCATO...NELLA PASTA

Il martedì si comincia a ragionare...Il lunedì, specie uno pieno di sonno&seccature come quello di ieri, non gira.L'weekend in Versilia è andato benissimo(anche se sabato il tempo non era il massimo..).L'atmosfera da quelle parti è così rilassante...mollare la macchina e girare sempre in bici sorbendo il profumo del mare mischiato a quello dei pini marittimi, non ha prezzo.Ricordare momenti della tua infanzia, dell'assoluta spensieratezza, della felicità racchiusa in una corsa sulle macchinine elettriche con la tua sorellina ed in un cono gelato, delle risate in vacanza coi nonni, della nonna quando era una donna forte e combattiva, del papà che ti schizzava con l'acqua del mare, è tremendamente bello e struggente allo stesso tempo.Complice un mare agitato sono tornata un po' bambina, lanciandomi ripetutamente tra le onde, assorbendo a pieni polmoni l'odore di QUEL mare dei miei ricordi e sentendomi davvero viva e felice con lo stesso candore di quando sei piccolo.
In compenso tra una levataccia, le ore piccole ed il rientro in città, ho un deficit di sonno pauroso;ma ne è valsa davvero la pena.Ora racimolo le ultime energie per lo sprint prima delle (meritate) vacanze.

Ora concentriamoci sulla ricetta speedy&svuotafrigo/freezer di oggi.Avevo yogurt di soia bianco prossimo alla scadenza, e coste refrigerate.Che fare?Una pasta ovviamente!Provatela, è davvero gustosa.Come al solito, se non avete il Fatulì usate un altro formaggio saporito ed aromatico.


PASTA con CREMA DI YOGURT& COSTE

Torciglioni
3 cucchiai di yogurt bianco(io di soia)
Fatulì grattuggiato al momento
un mazzetto di coste modate e scottate in padella con olio, sale e scalogno
olio evo del Garda

Mentre la pasta cuoce, scottate e rosolate le coste, dopo di che lasciatele intiepidire e tagliatele a tocchetti.
Mescolate lo yogurt col fatulì grattato ed un filo di olio.
Scolate la pasta, conditela con la crema di yogurt e le coste, amalgamando per bene.Un giro di olio evo a crudo e...buon appetito!
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venerdì 3 giugno 2011

LA SAGA DEL FATULI':EPISODE III

Buongiorno!Mentre mezza Italia sia gode il meritatissimo Ponte del 2 giugno(invidiaaaaaa, un anno fa mi sollazzavo a Favignana, sigh!), qui si prepara la mise per il matrimonio di domani.Trucco&parrucco me lo facio da me, come sempre ma...una bella mani-pedi-cure con smalto figo(quello turbofigo è di Lydia), non me la leva nessuno!So già che arriverà un bel temporalone quando uscirò ma, sono munita di Hawaianas, tiè ;p.Ieri è stata una giornata pigrona, come era giusto che fosse, con tanto di gelatone per merenda con giretto senza meta precisa, scoprendo porzioni di Milano sconosciute.Di solito si fa nelle città straniere, è divertente replicare anche nella propria città!
Prima che mi metta lo smalto, lasciatemi preparare l'ultima ricetta, così avrete uno spunto per il fine settimana.Come sempre ricetta ultra velox, gustosa e davvero fresca.Date retta a me, vi conquisterà!C'è di mezzo anche il Fatulì, se non lo trovaste, pazienza!

ARMONICHE CON PESTO DI RUCOLA AFFUMICATO

Armoniche
un mazzetto abbondante di rucola
3 scamorzine affumicate
1 fettina di Fatulì
tanto olio evo buono bio

Mentre la pasta cuoce, semplicissimamente mettete nel mixer la rucola con i formaggi, aggiungendo a filo l'olio evo.Quando la pasta sarà cotta scolatela e conditela con il pesto ottenuto.Il calore della pasta farà leggrmente scigliere e filare i formaggi, vedrete che meraviglia!
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giovedì 19 maggio 2011

AMMAZZA CHE GNOCCO.....

Buongiorno a tutti!Sono tornata operativa anche se mi sento ancora convalescente...La mia pazienza si sta temprando sempre di più, quasi non ci credo.Nel frattempo cerco e spero di non essere troppo lamentosa ed insopportabile per chi mi sta vicino, e sorrido, così magari le cose prendono un'altra piega :)
Domani, tra l'altro, paerto per un we a Stoccolma, il mio modo per festeggiare il compleanno del mio paziente ometto.La Michi mi ha detto grandi cose sulla città svedese, voi ci siete mai stati?La mia curiosità è a mille e, spero che la cura di salmone& aringhe mi faccia tornare come nuova :D.Prima di chiudere i battenti innafierò i miei gelsomini, il pitosforo, le mie piante aromatiche, sperando che la borragone aspetti lunedì a fiorire.Tra le varie non potevo non salutarvi, e lo faccio in un modo che io trovo goloso.Tutto naque una domenica pomeriggio...avevo delle ottime patate rosse bio, volevo fare gli gnocchi.Tuttavia in freezer ne avevo ancora un po', allora che faccio?Innanzitutto gioco con l'impasto poi...idea!Uso l'impasto come fosse pasta fresca :)E fu così la volta dello gnoccolone, assai apprezzato dal mio commensale...Fatelo e ne rimarrete rapiti anche voi!
Non sono espertissima in patate ma, quelle rosse sono eccezionali per gnoccolare, assorbono poca farina e sono elastiche di loro stupende!
DRITTA:schiacciate e lavorate le patate ancora calde, assorbiranno meno farina, e gli gnocchi saranno più morbidi!

ROTO-GNOCCO alla SALVIA RIPIENO

Patate rosse bio
Farina 0 bio
Salvia fresca

scamorza affumicata
burro salatato Fattorie Fiandino
Gran Kinara grattuggiao(da me)

fate bollire per bene le patate, finoa quando saranno quasi sfatte.Raffreddatele sotto l'acqua fredda, pelatele e frullatele con la salvia e la farina.Impastate brevemente il composto aggiungendo farina, sinoa renderlo belo compatto ed elastico(tipo pasta).Con l'aiuto di un mattarello stendete l'impasto sulla carta forno a forma rettangolare.Ricavate delle fettine di scamorza e ponetele al centro del rettangolo che, andrete ad arrotolare.Avvolgete il cilindro con la carta forno e, chiudetelo bene a caramella.Fate bollire il caramellone per 15 minuti, scolatelo, scartatelo e ponetelo in una pirofila.Adagiate sulla sommità dei fiocchetti di burro ed il formaggio grattuggiato.Gratinate in forno per 20 minuti a 180°
Io l'ho "bordato" di patate bollite a tocchetti, il gusto ci guadagna!
A risentirci presto!!!!..
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martedì 26 aprile 2011

LA MIA PRIMA VOLTA CON LA BRIK

Cucù, c'è nessuno?Tornati dal ponte di Pasqua o nicchiate come un sacco di milanesi?
Sopratutto spero abbiate trascorso dei giorni lieti, come è stata la mia Pasqua.Stranamente(!) le previsioni ci hanno preso per nulla, ed abbiamo così goduto di giornate assolate e calde, sebbene il mare non sia stata la nostra meta.Lentezza, questo è stato il nostro mantra pasquale.Lentezza nel risveglio(non so voi ma in casa nostra aprile è stato deleterio!) e nell'agire.Nel pranzo di Pasqua specie se tutta la famiglia è riunita in allegra compagnia:)
Per non appesantirvi ulteriormente dopo le laute magnate(Terry esclusa), oggi vi parlo di una pasta leggerissima di cui avevo sentito parlare diverse volte nella blogsfera.Un pasta che mi ha conquistato per la sua versatilità, gusto e croccantezza e che eleggerei sostituta della phillo, se la trovassi facilmente( nemmeno la phillo la trovo nel super vicino casa)....Avete mai sentito parlare della pasta brik?A differenza della phillo è di derivazione marocchina e si prepara con la semola e non con la farina normale.Sottile come un velo sarà pronta a vestirsi da involtino o da tutto ciò che vi verrà in mente.Personalmente l'ho provata sia dolce che salata e mi è piaciuta da matti.
Siccome non sono amante della sfoglia, mi piacerebbe poterla scovare con facilità(questa è stata acquistata da Castroni a Roma su mia richiesta..) ma, dubito...a meno di fare un pellegrinaggio per le botteghe etniche di Milano.Se qualche milanese l'avesse vista, mica mi fa un fischio?
Lo scorso sabato ho finito gli ultimi fogli con una torta salata semplice, leggera e gustosissima.Per l'esordio ne ho fatto delle buonissime ed altrettanto semplici

CORNUCOPIE DI PASTA BRIK

Per le salate:
Fogli di pasta brik
ricotta di pecora
scamorzine affumicate
rucola
marmellata di cipolle di tropea

Per le dolci:
ricotta di pecora
melata di bosco
noci

Beh, mi vergogno quasi a descrivere il procedimento...Prendere un disco di pasta ed inumiditelo leggermente(non troppo eh?), piegatelo a metà.Prendete un po' di ripieno(rucola-scamorza, rucola-ricotta, ricotta-marmellata di cipolle, ricotta-miele-noci) e ponetelosu metà del diametro del semicerchio ottenuto quindi, arrotolate a mo di cono il tutto.Adagiate i coni su una placca con carta forno e pennellateli con poco olio evo o semplice acqua.Cuocete una ventina di minuti a 180° e...mangiate caldi!
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venerdì 22 aprile 2011

SFORMATO (EX-ANTI)SOCIALE E BUONA PASQUA!

Buongiorno a tutti!Qui si respira nettamente aria di vacanza:strade meno trafficate, gente che gira munita di trolley, ufficio che "il deserto dei tartari è sovraffollato"...ed io qui, imperterrita(e non sapete con che voglia di scappare al mare o da qualche parte..).In questa tranuqillità, tuttavia, riesco a godermi di più i giorni che fanno da preludio alla festa che io amo sopra tutte:la Pasqua.Ve l'ho detto mille volte il perchè della mia predilezione ma, aggiungo, è una festa poco ipocrita.E' vero che comunque un po'consumismo c'è;manca tuttavia quel falso buonismo etc etc che correda il Natale.Chi la vuole vivere veramente( e credo la sentano sopratutto i credenti)la vive, per gli altri è una buona occasione di farsi un bel fine settimana lungo.Stop.
A differenza del proverbio, al Pasqua la trascorrerò con la mia famiglia, speriamo il tempo non sia troppo inclemente.
Mentre la maggior parte di voi sarà alle prese con colombe, carciofi, baccelli(così non faccio cattiva figura coi toscani ;)), io vi presento una ricettina che ho in serbo da un po', atemporale.Non presenta ingredienti di stagione ma, potrà essere una buona ecoricetta per l'antipasto di Pasqua o per la Pasquetta.L'originale la assaggiai in loco, in un ristorante buonissimo nelle valli tortonesi.Io vi presento la mia versione.
Ringrazio Jajo per un suggerimento validissimo che, anche se non vi eviterà di lacrimare, vi permetterà di nn essere antisociali!Stefania(Arabafelice), tuo marito può stare tranquillo!
E con questa ricetta vi auguro una BUONA E SERENA PASQUA!O comunque un buon weekend lungo!

La ricetta è tratta più o meno liberamente dal bellissimo libro "Ricette di osterie d'Italia. L'orto. 720 piatti dall'aglio alla zucca (Ricette di Arcigola Slow Food)", che mi regalò due Natali fa la mamma del mio fidanzato.

TORTINO POVERO DI CIPOLLE

4 o 5 cipolle (bionde le mie)
una bella fetta di caciotta di pecora toscana
4 o 5 fette di pane casareccio anche vecchio (o pancarrè se preferite un effetto più scioglievole)
2 o 3 cucchiai di farina (integrale bio per me)
500 ml di brodo vegetale (fatto con dado casalingo il mio)
pecorino grattuggiato

Mondate le cipolle ed affettatele, mettendole in una bacinella piena di acqua fredda.
Scolatele e, come dice Jajo, scottatele in acqua con aceto.Scolatele nuovamente e mettetele in un colapasta.In una padella scaldate un po' d'olio evo(la ricetta prevedeva anche una vagonata di burro) e rosolatevi le cipolle, sino a che saranno belle morbide.Aggiungete quindi due o tre cucchiai di farina e mescolate le cipolle, come per fare il roux.Aggiungete quindi il brodo vegetale e fate cuocere una mezz'oretta. sino a che il brodo si sarà asciugato quasi interamente, ed il tutto avrà la consistenza di una crema.
Prendete il pane ed eliminate la crosta.Oliate(o imburrate )una pirofilina e alternate fette di pane, cipolle, caciotta, lasciando come ultimo strato le cipolle che cospargerete di pecorino e caciotta.
Cuocete in forno per 20 minuti a 180°, facendo gratinare per bene.

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martedì 19 aprile 2011

NUOVO TORMENTONE:IL FATULI'...per chi ama le bionde ;)

Bonjour....
Lo scorso anno vi ho fatto una "capa tanta" di sviolinate ed elogi verso il Montebore, e di formaggi della Val Borbera...Sarà la primavera ma oggi ho voglia di dare il via ad un filone(più breve) molto campanilista e molto interessante.
Chi non l'avesse capito sono bresciana di origine(precisamente il mio paesello d'origine si chiama Cologne, non Cologno, nè Colonia, in Franciacorta).Dal 1998 vivo a Milano ma, l'accento mica è sparito; con la polenta, poi, ho un legame veramente profondo.Fortunatamente l'intercalare "pota" l'ho perso per strada dopo i primi mesi di università, era un po' troppo incomprensibile per i compagni romani e pugliesi ;quelli veneti poi, pensavano fosse una parolaccia!Macchè( non dicevo parolacce all'università!), significa semplicemente "del resto, che ci vuoi fare", svelato il mistero.Il risultato è un essere un po' ibrido che ostenta conoscenza del dialetto milanes ma che, sotto sotto, sa parlare un "fluent" dialetto bresciano, sfruttando ogni visita dei nonni per arricchire il personale vocabolario con termini più ricercati e desueti.A qualcuno parrà bizzarro o sciocco ma per me ,questo piccolo bagaglio culturale "locale" è motivo di orgoglio.E sono convintissima che non ci sia niente di così efficace ed esplicativo di certe espressioni dialettali.
Tutto questa introduzione ,di cui non ve ne fregherà nulla, per dirvi che voglio parlarvi di un prodotto particolarissimo della provincia di Brescia.Merito di questa conoscenza è la mia mamma, che me lo fece assaggiare in montagna(a Ponte di Legno, no non è per Bossi, abbiamo casa da prima che ci fosse lui...) la scorsa estate.Me lo presento come un presidio slow food e, subito, persi la testa.Idem il mio ragazzo.Il pomo in questione è un formaggio chiamato Fatulì, prodotto in Val Saviore con il latte di una razza rarissima di capre, le "bionde dell'Adamello".
Prodotto in estate utilizzando il latte fresco appena munto è delicataente affumicato e stagionato per un mese.
Vi assicuro che è davvero eccezionale.
La prima volta l'ho provato semplicemente alla piastra, favoloso.L'ultima volta l'ho immolato per un primo, davvero niente male, io ve lo propongo.

ARMONICHE COSTE E FATULI' al forno

Armoniche di Gragnano(non mi sovviene la marca)
1 cespo di coste scottate in padella con la loro acqua di vegetazione
1 fetta di Fatulì
1 cucchiaio di farina
noce moscata

Preparate la pasta facendola cuocere in acqua salata.Una volta pronta scolatela ma, NON GETTATE tutta l'acqua, tenete da parte un po' per fare una besciamella leggera:stemperate nell'acqua rimasta la farina e la noce moscata e portate a bollore, facendola addensare.Oliate una pirofila, buttateci la pasta che condirete con le coste spezzettate, il formaggio a pezzettini, ed infine la besciamella leggera.
Passate in forno a 180° per un 15/20 minuti.
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venerdì 4 febbraio 2011

LA LASAGNA DELLA DOMENICA

Pfiu, siamo alla fine di questa settimana all'insegna della maratona...corri di qua, corri di là, fai questo, fai quello, bombardamento di cose...Stasera abbasso serranda e , se ne riparla lunedì.E domenica c'è pure il blocco del traffico, olè, Milano sarà silente!:)Vorrei solo che lo fosse più spesso, e che l'aria fosse buona e non un concentrato di polveri sottili.Hai voglia di respirare e fare yoga...avrei bisogno di una trasfusione di ossigeno!
Pensando ai ritmi che, spero rallino un po',penso a cibi slow, ai boscotti, al forno, ai legumi messi in ammollo...beh, forse è più poetico pensare ai biscotti che ai ceci ma, era per darvi un'idea, suvvia!Sto abbozzando idee ma, non ho ancora deciso cosa cucinerò, nel frattempo, augurandovi due giorni lieti, li mostro un primo coccoloso preparato qualche domenica fa.Una lasagna piuttosto leggera, grazie alla sfoglia di semola(che ho trovato davvero ottima), alle verdure;coccolosa grazie alla besciamella di avena;speciale, per la presenza del Montebore.E sono anche piutosto rapide da fare, così avrete più tempo per dedicarvi a quel che vi rilassa :)
Con questo passo e chiudo questa settimana meno loquace del solito, buon weekend!

LASAGNA COSTE E MONTEBORE

Sfoglie per lasagne di semola(senza uovo)
Coste cotte a vapore
500 ml di latte d'avena
2 cucchiai di farina di riso
noce moscata
sale
un pezzetto di Montebore
pecorino grattuggiato

Preparate la besciamella di avena:stemperate la farina nel latte, insieme alla noce moscata ed al sale.Portate a bollore e fate addensare.Mettete da parte.
Oliate la pirofila, ponete una sfoglia, le coste, il Montebore a pezzettini, la besciamella(ed eventualmente una spolverata di pecorino).Un'altra sfoglia e via sino all'ultimo stato, sul quale porrete un po' di besciamella e del formaggio grattuggiato.
In forno 20 min a 180° più gratinatura e..gnam!
Scusate l'immagine orrida ma, mi si era rotta la macchina fotografica e l'ho scattata col mio cel preistorico..;)
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martedì 25 gennaio 2011

LA QUADRATURA DEL CERCHIO & IL CAKE TUTTO CAPRA

Generalmente non scado mai nelle riflessioni politiche troppo personali ma, credo come molti di voi di essere giunta al limite della sopportazione.Di tutto sto enorme bordello(non in senso figurato) che è la politica, di tutte queste donnacce che screditano il nostro genere, del fatto che di tutti i gravi problemi che affliggono il nostro paese, si considera solo quello dell'immunità del premier e dei suoi dannatissimi processi.Basta.Possibile che nel nostro stato che è stato fatto ed è fatto ancora di tante brave persone, si tolleri tutto questo schifo?Si lascino passare lisce tutte le schifezze di uno che dovrebbe rappresentare l'immagine dell'Italia??!Eh?Ricordate che fine fece Leone, il rpesidente della repubblica dimissionario, tanti anni fa?Invece no, imperterrito ed indifeso quello ci ammorba da 20 anni.E fin qui è cronaca, purtroppo.
Sabato sera io&il boy abbiamo la geniale idea di andare a vedere QUALUNQUEMENTE, di Albanese...allora ero allibita ma, non ho riso quasi per nulla.Albanese è geniale, bravissimo ed il film...terribilmente reale!!!Un film che spiaccica in faccia tutta la corruzione, la volgarità, la nefandezza e l'indecenza di questi giorni non può che far pensare, altro che ridere.Pensate che in una scena fanno saltare la macchina di un avversario politico;il giorno dopo sento che il sindaco di Crotone ha subito un attentato alla sua auto, fatta esplodere.Capite che intendo?
E questa me la sono cercata.
Ieri sera ciliegina sulla torta.Vado in palestra, mi alleno e poi debita doccia.Mentre mi asciugo i capelli vedo accanto a me una delle solite rifatte:bocca da paperino e tette un po' sospette...una di quelle classiche che si agghindano e rimirano prima di andare ad allenarsi...eppure mi diceva qualcosa quel viso...no non può essere lei.Torno a prendere all'armadietto e sento mormorare dalle ragazze "era lei...".Era la plurinominata ex soubrette-igienistadentale-oragnizzatrice di "serate" Minetti!!!!Dovevate vedere come guardava tutte dall'alto verso il basso!!!!!!Con che coraggio!!!!Ovviamente nello spogliatoio si è scatenato un comizio pieno d'indignazione e..la prossima volta che mi capita a tiro, state certi che due parole gliele dico.
E con questo racconto di vita vissuta chiudo il cerchio.Fine del racconto.
Passando a cose più amene, come la cucina, oggi è la volta di un cake salato.Un cake davvero delizioso e buono anche il giorno dopo, affettato e passato nel tostapane.Sulla versatilità del cake siamo tutti d'accordo, così come sul fatto che sa essere un ottimo salvacena se, muniti di buon contorno.Visto che mi ritengo una persona abbastanza coerente, anzichè lo yogut normale che usai quando lo feci per la prima volta alcuni anni fa, ho preferito utilizzare quello di capra(che mi piace molto), per accompagnare la presenza del formaggio greco.Non mi sono sbagliata e sono sempre più convinta che il perfetto abbinamento non sia solo una questione di scarpe&borse(sulla cui coordinazione so essere davvero rigida!!!) ;)

CAKE FETA,SPINACI&YOGURT DI CAPRA

100 gr. di feta
100 gr. di spinaci bio lessati
150 gr. di farina integrale bio
3 cucchiaini di cremor tartaro
250 gr. di yogurt di capra al naturale
1 cucchiaio di olio di oliva
noce moscata

Semplicissimo, il solito "metodo muffin".In una terrina ponete la farina ed il cremor tartaro, mescolando per bene.In un'altra ciotola ponete lo yoguth, la feta sbriciolata, l'olio e lo yogurt di capra, mescolando per bene il tutto;quindi, aggiungete ai liquidi gli spinaci spezzettati e ben strizzati(!), amalgamandoli grattuggiando generosamente la noce moscata.Versate quindi gli ingredienti liquidi sui secchi, mescolando grossolanamente e brevemente.
Ponete il tutto in uno stampo da cake e cuocete in forno a 180° per 20 minuti circa.
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mercoledì 29 dicembre 2010

ECO PASTA AL FORNO

Ragazziiiiiiii!Vi rendete conto che anche il 2010 sta per salutarci?!Io quest'anno non l'ho letteralmente visto, si può?Mi pare ieri di essere andata a Favignana ed invece....
Non so voi, io tendo sempre a fare una sorta di bilancio di quel che si è fatto, quello che si sarebbe potuto fare, le cose da lasciare e quelle da intraprendere.Mi piace fare il punto della situazione per capire che direzione sto seguendo con la mia vita e, se possibile, capire dove migliorare per me e per chi mi sta attorno.Qualche buon proposito sono riuscita a mantenerlo quest'anno, speriamo di fare meglio nel 2011!Certamente nei prossimi giorni saremo farciti dagli oroscopi, dai pronostici..Prendiamola come occasione per farci due risate e non per corrucciarci se saturno si affaccia alla nostra finestra, l'artefice della nostra vita siamo noi!Non dimentichiamocelo mai!"HOMO FABER FORTUNAE SUAE"
Nel frattempo volevo ringraziare i lettori/amici di lunga data e quelli più recenti..tutti voi mi avete dato tanto con la vostra presenza, le vostre parole, la vostra interazione!GRAZIE!
Prima di salutarvi vi lascio una ricetta che potrete sperimentare sin da stasera.Un modo di fare la pasta al forno in maniera veloce e...senza sprecare nemmeno l'acqua di cottura della pasta, sfruttandone invece la ricchezza di amido!Ho sperimentato il metodo diverse volte, usando divrsi condimenti;il risultato è sempre piaciuto!
Oltre a non sprecare acqua, vi permetterà di avere una pasta leggera e comunque gustosa.Io lancio il sassolino, vediamo se qualcuno raccoglie...

PASTA AL FORNO CON RUCOLA&MONTEBORE ed ECO BESCIAMELLA

Conchiglie integrali per 2
Un mazzetto di rucola
Una fetta di Montebore
noce moscata
1 cucchiaio e mezzo di farina
Montebore grattuggiato

Cuocete la pasta in acqua salata, scolatela senza buttare tutta l'acqua.Prendete due tazze circa di acqua di cottura, stemperatevi dentro la farina e la noce moscata.Cuocete la "eco besciamella" sino a che sarà addensata.Mondate la rucola e tagliatela a pezzettini.Tagliate a cubetti il Montebore.
Oliate una pirofila, adagiatevi la pasta che condirete con la rucola , il Montebore a dadini e la besciamella.Una spolverata di Montebore grattuggiato e via in forno a 180° per una ventina di minuti a gratinare.
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Non so se farò capolino nei prossimi gioni...In caso BUON ANNO!!!!!

martedì 21 dicembre 2010

IL PRANZO DEGLI AVANZI

Buongiorno!Buon primo giorno d'inverno!E, detto da me....Giusto perchè stamane non si gelava come nei giorni scorsi e..perchè ieri ho fatto un acquisto tatticissimo per non avere più i piedi come due ghiaccioli in casa:ho trovato ed acquistato un paio di stivaletti pelosi troppo caldi e morbidosi!Risultato?Mi sono infilata a letto coi piedini belli caldi e mi sono addormentata all'istante!:)
Qui nel fratempo piove-nevica-piove ma, oramai, non ci si fa più caso.La gente è sempre più isterica ma, chissenefrega.
Oggi nulla di particolarmente nuovo, solo un'idea per riciclare gli avanzi di una cena a base di sformatini di polenta e risotto al Montebore&tartufo(fatto in abbondanza) con contorno.Visto che mi sono ritrovata con due pugnetti di riso avanzati ed un po' di ritagli di polenta, ho deciso di riciclare il tutto in maniera virtuosa, dando vita ad un pranzo rustico ma davvero goloso!
Io ve lo presento, visto che in queste feste di avanzi ce ne saranno..La cosa importante è non buttare ma, cercare di riutilizzare e trasformare ciò che si ha a disposizione(magari cucinae e poi surgelate!)

PIATTO MISTO DEL RICICLO

POLPETTINE di RISOTTO AL MONTEBORE
2 pugni di risotto cotto al Montebore
pangrattato

Formate delle palline con il risotto avanzato e ripassatele nel pangrattato.Rosolatele in padella antianderente, eventualmente con un poco di burro chiarificato

POLENTA&FORMAGGIO
ritagli di polenta taragna avanzata
avanzi di formaggio( erbarinata, montebore etc etc)
Ghee

Scaldate un po' di ghee in una padella antiaderente e rosolatevi la polenta.Dopo qualche minuto aggiungete sulla superficie della polenta gli avanti di formaggio, coprite la padella e lasciate sciogliere dolcemente il formaggio.

Servite il piatto del riciclo con un'insalata mista o verdura al vapore non troppo cotta.
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giovedì 16 dicembre 2010

I FORMAGGI DELLA VAL BORBERA:Gli SFORMATINI DI POLENTA

Buongiorno cari!Dichiaro pubblicamente di non rendermi affatto conto che tra una settimana è Natale...Questo nonostante:combatta da due settimane con orde isteriche in cerca di regali;il trovare trovare un parcheggio residenti LIBERO sia un miraggio(ma gli ausiliari della sosta 'ndo stanno?!);sia quasi cascata da un marciapiede causa "borsettata multipla e violenta" di un tizio carico di pacchi, che m'ha urtato e m'ha pure guardata in cagnesco...;nonostante ci siano addobbi più o meno kitch ovunque(anche in casa mia, ma non kitch);in piazza Duomo ci sia un albero enorme con sotto un discutibile temporary-shop di Tiffany;i supermercati siano letteralmente MURATI di panettoni, torroni, cioccolatini e frutta secca;quasi tutti i sacchetti della spesa o dei negozi siano in versione natalizia.E fa pure un freddo barbino...Nonostante tutto ciò non mi rendo conto.Pazienza, tanto la settimana prossima dopo cenoni e pranzi mi rinsavirò!!!:)
Visto che con la fine dell'anno vorrei concludere la saga dei formaggi della Val Borbera, vi presento l'ultima mia creazione che ho proposto per ben due cene a casa mia, visto il successo che hanno riscosso.Di mio c'è solo l'idea d'assemblamento, la parte del leone l'hanno fatto ingredienti ottimi a disposizione(come sempre).In particolare un formaggio di capra delicatissimo, erborinato, chiamato "Erbarinata".Se siete amanti di questo tipo di formaggi vi ammalierà e sbalordirà;se non lo siete vi conquisterà e convertirà(come me che non amo molto questi formaggi..).Non pensate ad un gorgonzola ma a qualcosa di molto più delicato, unico.Siccome in casa mia ho sempre visto e sentito i miei gustare e dire che la morte del gorgonzola è la polenta....Ho tramutato il ricordo in un gustoso finger food ;)

SFORMATINI DI POLENTA TARAGNA CON ERBARINATA E FICATA

Farina per polenta taragna(la mia era bio ed istantanea, chiedo venia)
Acqua
Sale
Erbarinata
Ficata(ossia marmellata di fichi a pezzettoni realizzata dal caseificio Vallenostra)

Semplicissimo e senza dosi(dipende da quanti siete e da che fame avete;consiglio:ABBONDATE!).Preparate la polenta portando a bollore l'acqua.Una volta salata stemperate con una frusta a pioggia la farina, fate addensare e portate a cottura rimestando a lungo(oltre i min sulla confezione) con un mestolo di legno.
Bagnate una pirofila bassa e rovesciatevi dentro la polenta livellandola bene, in modo da ottenere uno strato da 2 o 3 cm.Fate raffreddare.Prendete un coppapasta e ricavate dei cilindretti con la polenta.Oliate una pirofila, metteteci i cilidretti che sormonterete con pezzetti di Erbarinata e quindi un cucchiaino di Ficata.
Passate in forno a 180° per 15 min e servite!
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PS:NON BUTTATE I RITAGLIDI POLENTA!Vi dirò come ho riciclato gli avanzi della cena! PB271873

martedì 7 dicembre 2010

RICETTE COI FORMAGGI DELLA VAL BORBERA:TEGLIA CON PATATE E CAVOLO NERO

Milano, S.Ambreous...deserto.Forse era un po' presto stamattina, o forse sono davvero partiti in massa, sfruttando questa gustosa occasione di fare un "ponte" degno del suo nome.Io, a parte la fatica immane di abbandonare il letto, ho apprezzato la tranquillità di questa mattina, mentre mi recavo al lavoro.Si fa quel che si può per consolarsi di non essere a casa al calduccio ;)
E per prolungare il benessere di questa tranquillità, eviterò le zone attorno alla Scala, in cui si accalcheranno, curiosi, manifstanti, TV, vippame vario, per l'apertura dlla stagione scaligera.Un po' invidio chi assisterà alla Valchiria, Baremboim lo trovo semplicemente eccezionale( oltre che davvero simpatico)!Magari passerò dall'Arengario, dove ieri è stato inaugurato il Museo del '900.Insomma a Milano tra mercatini, fiere, ed eventi culturali c'è da sbizzarrirsi :)
Di certo stasera accenderò il forno per fare il pane e magari qualcosa di goloso,e mi guarderò Cenerentola in TV, che mi fa troppo atmosfera prenatalizia di quando ero bambina!

Approposito di calduccio e di forno..oggi ritorno a tediarvi con i formaggi della Val Borbera.
Una cocotte e verdure invernali che si fondono con i sapori dei deliziosi formaggi.Il dolce della patata ed il sapore forte del cavolo nero, che si accordano e completano alla perfezione.Un piatto semplice, che mi ricorda la frugalità contadina che, come spesso accade, ci regala i sapori più genuini.

TEGLIA CON PATATE CAVOLO NERO

2 patate medie lessate bio
una decina di foglie di cavolo nero bio, lavato e stufato con la sua acqua in padella.
un pezzetto(l'ultimo, sigh) di Mollana
l'ultima borberina

Rivestite una cocotte con carta forno o oliatela.Sbucciate le patate e tagliatele a rondelle un poì spesse.Spezate a metà le foglie del cavolo nero.
ponete sul fondo della pirofila le patate,e ricopritele con la mollana.Aggiungete uno strato di cavolo nero e la borberina a pezzetti più, eventualmente del pecorino grattuggiato.

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mercoledì 24 novembre 2010

SUA MAESTA' IL MONTEBORE...ed il mio RISOTTO!

In questo ultimo mese, credo di avervi fatto la cosiddetta "capa tanta" parlandovi dei formaggi della val Borbera e, particolarmente, quelli prodotti dal Caseificio-Agriturismo Vallenostra.Ricotta, Mollana, Borberine...Ma all'appello mancava il principe, anzi il re tra questi formaggi, il MONTEBORE.Unico e raro, incredibilmente buono sia mangiato in purezza, sia amalgamato in particolari ricette.
Per onor di cronaca vi riporto la storia del Montebore e la descrizione, come la trovate sul sito del caseificio:
L'anno 1489 a Tortona si celebravano le nozze fra tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Sforza, nipote di Ludovico il Moro. Cerimoniere era Leonardo da Vinci, straordinario genio dell'arte e della scienza ma anche attento gastronomo: il Montébore fu l'unico formaggio invitato a tanta nobile tavola.
Ma la storia di questo formaggio rarissimo è molto più antica e la si fa risalire dell’arte casearia dei monaci dell’abbazia benedettina di Santa Maria di Vendersi, sul Giarolo, il monte attorno al quale si sviluppano le tre Valli Grue, Curone e Borbera, già fra il IX e l’XI secolo.
Il Montébore è prodotto con un 75% di latte bovino (proveniente dalle belle mucche Brune Alpine, Tortonesi, Genovesi e Cabannina) e 30% di latte ovino.

La produzione del Montébore cessa dopo la seconda guerra mondiale: le valli si spopolano, le tradizioni contadine rischiano l'abbandono e la dimenticanza.
Solamente nel 1999 Maurizio Fava, del locale Presidìo Slow Food, rintraccia Carolina Bracco, ultima depositaria della tecnica casearia tradizionale, e recupera il Montébore alla produzione, seguito poi fedelmente dagli ambasciatori del Montébore nel mondo, Roberto Grattone e Agata Marchesotti, della Cooperativa Vallenostra, oggi unici produttori al mondo del Presìdio Slow Food Montébore.

Non trovate sia una storia bellissima?Beh, a questo punto ve lo presento
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Personalmente, a seguito delle mie fughe enogastronomiche in quei di Tortona e dintorni, l'ho provato in qualunque salsa:nei risotti, sugli gnocchi, nello sformato, in insalata...e non c'è stato piatto che non mi abbia appassionato.
Tornata a casa col mio bel carico, mi sono detta che era venuto il momento di realizzare quel risotto.Un risotto sospeso nella mia mente da tre anni(!), dopo averlo letto da Stella.
Se da lei ho preso spunto sommariamente per il procedimento, il resto è totalmete farina del mio sacco.Ho fatto delle scelte dettate dal solito desiderio di far risaltare al massimo la bontà delle materie prime che avevo a disposizione, esaltandole con una preparazione leggera e gustosa.
Credo di aver realizzato uno dei più buoni risotti che abbia fatto in vita mia.L'auto encomio è però stato avvalorato dall'approvazione sia del fidanza(il primo a cui l'ho fatto) ed i miei genitori(che hanno provato la replica).Paganini, sto giro, ha imbroccato! :D

RISOTTO AL MELOGRANO, MONTEBORE E SALVIA

160 gr di riso integrale messo in ammollo una giornata
500 ml di acqua
12 foglie di salvia dell'orto dei miei
2 melograni belli cicciosi dell'albero dei miei
100 gr di Montebore
Sale

Per prima cosa fate una sorta di tisana facendo bollire 8 foglie di salvia nell'acqua, con un poco di sale grosso.Tenete in caldo.
Sgranate i melograni(con guanti, sennò vi troverete le manine giallo marron) e centrifugandoli(o frullandoli), ricavatene un bicchiere di succo.Con la centrifuga eviterete che la cucina subisca un trattamento splatter ;), oltre ad ottenere un succo perfetto.
Prendete quindi una pentola e aggiungete sul fondo due cucchiai di tisana, ed il resto della salvia tritato.Fate appassire la salvia ed aggiungete il riso, portandolo a tostatura.Aggiungete pian piano la tisana per portare pian piano il riso a cottura.Qualche minuto prima del termine della cottura, aggiungete il succo di melograno ed amalgamatelo al risotto.
Cotto il risotto, toglietelo dal fuoco e mantecatelo con il Montebore a cubetti.
Servite e gustate chiudendo gli occhi :D
Sentirete la dolcezza del Montebore con il restrogusto dolce acido del melograno, col profumo della salvia, sublime!
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martedì 16 novembre 2010

FORMAGGI DELLA VAL BORBERA:LA MOLLANA e le mie cipolle innocue..

Mii , ma anche da voi è perennemente aperta una mega doccia sopra la vostra testa?Qui a Milano tra un po' mi toccherà prendere una canoa, se non smette di piovere...Fortuna che nell'weekend ho fatto il pieno colori, qui è tutto talmente grigio!Vabbè, io mi consolo cucinando cose coccolose per i miei cari(ed anche per me) tipo, torte di mele, pizza a lunga lievitazione, ragù...
In ogni caso ora, è come se avessi due sassi sulle palpebre, che abiocco :(
Felice che vi siano piaciute le cipolle in crosta(le ho fatte anche ai parents ed hanno apprezzato moltissimo!), ora vi propongo un modo facilissimo e quasi banale per utilizzarle(oltre al fatto di mangiarle come contorno).
L'omelette sarà pure banale ma, se avete a disposizione un formaggio buono come la Mollana(acquistata al solito agriturimo)...beh, non sarà la solita omelette!Questo formaggio molle a latte vaccino crudo, ottimo in purezza, diventa qualcosa di divino se sciolto in padella.Una cremosità voluttuosa capace di amalgamarsi ed abbracciare i sapori circostanti, creando un'armonia di gusto.Mannaggia a me che non ho fatto a tempo a fotografare la forma ma..immaginatevi una sorta di crescenzona quadrata...il sapore però non è paragonabile!
Beh, vi ho praticamente già detto tutto, ma la ricetta ve la lascio lo stesso per la cena di stasera.

OMELETTE CON MOLLANA E CIPOLLE

2 uova codice 0 biologiche
1 cipolla in crosta
Mollana

Sbattet velocemente le uova con una forchetta ed un pizzico di sale.Nel frattempo scaldate una padella per omelette con un filo d'olio(la mia è antiaderente).Versate le uova sbattute e fate cuocere l'omelette per qualche minuto;nel frattempo affettate la cipolla e tagliate la mollana a pezzetti.Farcite l'omelette, giratela, spegnete il gas e coprite la padella col coperchio e lasciate che il formaggio si fonda.
Servite accompagnata da un'insalatina.

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martedì 9 novembre 2010

I FORMAGGI DELLA VAL BORBERA:LE BORBERINE

Buongiorno a tutti :)
Novembre sta spogliando pian piano la natura ed i suoi bellissimi colori dell'autunno, rendendo tutto di colore uniforme...Un grigio che fa da padrone tra palazzi, strade, alberi e cielo.Chi abita fuori dalla città avrà però la fortuna di vedere una delle cose che io reputo più belle in autunno:alberi spogli, quasi spettrali, carichi però di frutti arancioni, quasi fossero alberi di Natale in anticipo.Sebbene non abbia mai amato particolarmente questa stagione, nè quei frutti, ho sempre guardato con stupore e meravigli gli alberi di cachi.E' come se Madre Natura, a consolazione delle giornate buie, grigie e corte, ci sia venuta incontro regalandoci delle inaspettate macchie di colore altamente corroboranti.Includo anche le zucche in questo disegno soprannaturale di felicità, e non credo sia così casuale la coincidenza, non trovate?
Ciò detto, non vedo l'ora di trascorrere un fine settimana dai miei, per riempirmi gli occhi di queste meraviglie.Ora stavo solo sognando ad occhi aperti, cercando di trovare il buono anche dove non sembra.Sarà forse che lo spettacolo con Fazio, Saviano, Benigni, Abbado visto ieri, mi abbia dato un po' di sfiducia riguardo a questo Stato disgraziato?Non so, ieri ho riso, riflettuto e mi sono commossa.Non male...Ringrazio queste persone perchè ci permettono di vedere uno spiraglio di luce, in un momento davvero buio della nostra storia.Ho imparato che, nonostante tutto, è importante essere positivi;rende tutto più lieve e, secondo me, alimenta la positività dentro ed attorno a noi ;)
Contrariamente alle premesse, non vi proporrò una ricetta a base di cachi(ho in mente qualcosa ma, aspetto che maturino quelli che vedo nel giardino, quando mi affaccio alla finestra della mia cameretta di "figlia"...).
Dopo una pausa cerealosa(e vi ringrazio ancora di cuore per ciascun commento che mi avete lasciato, mi avete scaldato il cuore ed alimentato la mia positività!), ritorniamo ai nostri formaggi della Val Borbera, quelli ritirati in quell'agriturismo favoloso.
Il piatto di oggi è una non ricetta, nel senso che "fa tutto il formaggio".Sebbene io preferisca i latticini ovini e caprini, questa varietà di formaggio mi ha conquistata.Le Borberine, apparentemente simili a dei tomini, sono fatte con latte vaccino crudo.La crosticina(che io amo!!!), racchiude una scioglievolezza eccezionale che dà il meglio si sè, se passata in forno(come gustate il loco).
Per un secondo gustoso ho pensato alla massima semplicità, abbinando questi buonissimi formaggini ad una verdura dolce che amo molto, in purezza.Vediamo se riesco a farvi venire l'acquolina....

BORBERINE AL FORNO CON COSTE

Bietole a coste bio
Borberine

Mondate le coste e cuocetele a vapore per 15/20 min.Accendete il forno a 180°.Nel frattempo prendete una pirofila e rivestitela di cartaforno(bagnata e strizzata).Evitando di ustionarvi prendete alcune coste e fatene un letto sul fondo della pirofila.Prendete poi ciascuna borberina ed avvolgetela nella foglia di costa, adagiandole poi sul "letto".
Infornatele per 15/20 minuti, sino a che la superficie sarà dorata e..comincierà a sciogliersi!
Peccato non evessi a disposizione della polenta...
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PS:mando un baciotto alla Michi che, forse, mi legge da casa in convalescenza.Torna presto tesoro!:)

martedì 2 novembre 2010

RICETTE CON IL MONTEBORE:LA RICOTTA -Gli sformatini

Buon lun..martedì a tutti!Basta un giorno in più di vacanza per farmi eprdere la congnizione del tempo :)
Il mio piovosissimo weekend(tranne sabato) è stato all'insegna della famiglia, visto che sono tornata al paesello.Come sempre, trascorrere un po' di tempo a "fare la figlia"(che cucina anche!), mi ha riempito di gioia ed ha rasserenato l'animo che, venerdì, era parecchio scombussolato.Nella tranquillità di casa, non ho semsso tuttavia di pensare ad una famiglia che soffriva, sperando in cuor mio che ritrovi presto un briciolo di serenità.
Tornando a noi, siamo all'ultima tappa della saga "Ricotta di Montebore", finalmente , qualcuno dirà.State tranquilli che poi vi tedierò con altre ricette legate ad altri formaggi del Montebore ;)
Questa ricetta è davvero l'apoteosi della semplicità, a prova di sciocco direi.Tuttavia, ci è piaciuta così tanto che ve la presento.Se non altro è lo spunto per rendere sfiziosi i soliti sformatini preferito togliere ingredienti, per far spiccare la delicatezza della ricotta, unita al gusto delle verdurine.Niente uova, niente farina, il massimo della leggerezza.Seguitemi e poi mi dite.

SFORMATINI DI RICOTTA CON BROCCOLETTI E POMODORI SECCHI

250 gr di ricotta di Montebore
1 mazzo di broccoletti
una manciata di pomodori secchi
origano secco
timo, maggiorana freschi
olio evo

Cuocete a vapore il broccoletto e tagliatelo a tocchetti(se il gambo fosse troppo coriaceo, usate solo le cimette , il resto usatelo per una crema o nel minestrone).
Fate un troto di aromi e mettete i pomodori secchi nell'acqua per qualche minuto.
Mettete quindi nel mixer la ricotta, i pomodori secchi, i broccoletti, gli aromi, un filo di olio e frullate(se servisse un goccino di acqua) sino a rendere il composto
cremoso.Accendete il forno a 180°, riempite degli stampini da muffin di silicone col composto, e cuocete per 20 minuti circa.
Sfornate, lasciate raffreddare e servite con un'insalatina.
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VEGAN VERSION:sostituite la ricotta con dello yoguth di soia naturale..Buono anche se non è la stessa cosa!

PS:con questa ricetta abbiamo ammazzatto tutta la scorta di ricotta, amen :D

martedì 26 ottobre 2010

RICETTE COL MONTEBORE:LA RICOTTA-Il Cake

Goooooood Morning foodblogger!Ho appena finito di leggere alcuni feedback sul Salone del Gusto di Torino, davvero un peccato non esserci andata!Spero di rimediare il prossimo anno, credo sia davvero un'esperienza con la E maiscola.Aggiungici poi tutta l'allegria contagiante(perfino via blog) delle varie Trilly, Lydia-dallo smalto-turbofigo etc etc etc, immaginatevi lo spasso.
Devo ammettere che il mio weekend non è stato dimesso, anzi...domenica altra puntata in una delle valli Alessandrine(val Curone) con annessa magnata (stile banchetto matrimoniale che, s evado avati così mi trasformo davvero in una SARAONA da infornare per Natale, vero Michi???!) in un ristorante slow food, con tanto di tartufo bianco e nero...Nonostante alla fine fossi ko, ed abbia richiesto l'amaro, ho magiato delle cose a dir poco divine!Sto lavorando su una ricetta e, spero di realizzarla, prima o poi.
Nel frattempo proseguo nel mio viaggio alla scoperta del Montebore.Ancora ricotta, sì ma quella buona buona di cui vi ho già parlato.L'avvento di questo eccellente prodotto è capitato a fagiolo, visto che mi ero appuntata una ricettina della socia, che mi aveva stuzzicato tantissimo.Ovviamente ci ho messo il mio zampino, modificandola un poco, secondo il mio gusto.Se non fosse stato per il balck out dell'elettrcità di qualche minuto(che ha un po' compromesso la lievitazione), sarebbe venuta perfetta.Già così ho ottenuto un cake buonissimo, morbido e stuzzicante che...ho gustato a distanza di tempo sapete?!No, non ho creato un highlander, quello avanzato l'ho affettato e congelato ;)Così mi ha salvato altra cena e deliziato due volte!
NOTA BENE:io l'ho servito con un'insalatina e con una crema di ricotta(ricotta lavorata a crema con un goccio di acqua) e mosto d'uva..SPETTACOLARE!
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CAKE "SOCIO" ALLA RICOTTA DI MONTEBORE E POMODORI SECCHI E NON

150 gr di pomodori freschi dell'orto
5 o 6 pomodori secchi
3 cucchiai di olio evo pugliese
200 gr di farina di frumento integrale
1 cucchiaio di origano secco sbriciolato
una manciata di erbe aromatiche fresche(maggiorana, timo, basilico)
1 cucchiaio di capperi raccolti e messi sotto sale da me medesima(sciacquati)
12 gr di lievito naturale (cremor tartaro già addizionato di bicarbonato)
100 gr di ricotta di Montebore

Ho seguito il metodo "muffin".Vale a dire...In una ciotola ho posto le farine ed il lievito.A parte ho frullato i pomodori freschi e secchi con i capperi e le erbe aromatiche(con un goccino di acqua eventualmente).Fatto ciò ho lavorato a crema la ricotta con l'olio ed il "passato di pomodori".Ho aggiunto gli ingredienti liquidi ai secchi, mescolando velocemente.Ho posto il tutto in uno stampo da cake in silicone, ed infornato a 180° per 20 min circa.
Sfornate, lasciate intiepidire e... a voi il giudizio!
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giovedì 21 ottobre 2010

RICETTE COL MONTEBORE: LA RICOTTA-La Pasta

Il cielo di Milano è così azzurro in questi giorni, che pare di essere alla fine di marzo e non a quella di ottobre...L'aria frizzantina è smorzata dal tepore del sole, che ancora riscalda, facendoci dimenticare temporaneamente gli imminenti rigori invernali(manco tanto, per la legge di Murphy nell'weekend è previsto cattivo tempo...Energia, voglia di fare, quasi quasi metto tra parentesi l'autonitudine :)
Quelche post fa vi raccontavo della mia domenica nella Val Borbera(sì quella in cui ho magnato come un orso e la pecora adottata manco l'ho vista...) e degli splendidi formaggi Montebore di vacca, pecora e vacca o solo pecora, che ci siamo portati a casa.Nel pacco c'erano diverse varietà che, spero di presentarvi poco a poco.Partiamo dal prodotto con più breve scadenza che, possibilmente, va mangiato freschissimo.Devo ammettere che, se assaggi un prodott artigianale come quello, ti viene da non comprare più nulla al super!Quel sapore schietto, quella consistenza..davvero unici!Saranno la genuinità ed il particolare sapore conferito dal latte misto ovino e bovino, si dà il caso che quella ricotta ce la siamo proprio goduta!Eccola in tutto il suo candido splendore...
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Il fidanza aveva voglia di pasta e, la mia memoria è corsa veloce ad un piatto gustato 3 anni fa al Testaccio, a seguito del quale pubblicai una ricetta collegata.
Felice non ci ha traditi nemmeno questa volta, vi consiglio proprio di seguirmi, se avete una buona ricotta tra le mani!

LINGUINE ALLA FELICE my way
linguine Garofalo
Basilico, timo, maggiorana, rosmarino, salvia ed origano tritati(o secchi come l'origano per me) in abbondanza.
Pomodorini Pachino
Olio e.v.o.
Fleur de sel de Guerande
Pecorino(da me omesso per esaltare il particolare gusto della ricotta)

Un paio d'ore prima di cuocere la pasta mettete in una ciotolina le erbe aromatiche lavate&tritate con abbondante olio evo, sale, pepe e pomodorini tagliati in 4, e lasciate marinare.
Due ore dopo, mentre la pasta cuoce, prendete un bello spicchio rdi ricotta e lavoratelo a crema con un po' di acqua di cottura della pasta ed aggiungetela alla marinatura, amalgamando per bene.
Cotta la pasta, scolatela per bene e conditela col sugo realizzato, tirandola per bene.A mio parere era perfetta così, il pecorino avrebbe "ucciso" dal particolare sapore di quella ricotta.
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PS:terminata la pasta avrete una scarpetta da paura, pure nella ciotolina!!!!

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