domenica 5 ottobre 2008

STORIA DI DUE RAGAZZE e della MIA MADELEINE...

Per questa storia si deve andare in dietro nel tempo, all'inizio del secolo scorso.La prima vide la luce nel 1914, la seconda due decenni dopo, 1935.Piccoli paesi ma, stessa umile quanto dignitosa origine, quella che sa di terra, di cose semplici, di famiglie numerose, di fatiche...di inverni gelidi(specie se nasci in dicembre e la neve ti arriva alle ginocchia..), di tante bocche da sfamare e poco cibo a disposizione, di fede nel Signore, di rispetto reverenziale, di bambole di pezza, se c'erano...Questa è la realtà di due ragazze , due bambine cresciute con un'educazione rigida che,forse, ha dato loro modo di diventare donne incredibilmente forti e tenaci, capaci di superare tante prove,ristrettezze, dolori, fatiche, tanti figli conservando dignità, fede, sorriso.Sia Dina che Caterina andarono in sposa a due uomini d'animo nobile, seppur l'origine non lo fosse.Con loro hanno costruito una vita densa di avvenimenti e fatta di cose semplici.Un giorno nacquero pure un bimbo ed una bimba che poi sarebbero diventati i miei genitori.Quindi nacqui io e fui cresciuta in ben altri agi, rispetto alle mie nonne.Di una conservo un vago ricordo, l'altra l'ho ancora accanto grazie al cielo...quando penso a loro mi commuovo pensando ai loro visi che hanno visto la guerra, ai loro corpi che hanno sopportato tante fatiche, alle loro mani che hanno saputo arrangiarsi a fare di tutto per la famiglia.Quelle mani che tante volte ho osservato preparare l'alimento di chi non poteva comprarsi il pane;quella densa pappetta gialla che, durante la guerra, si cercava di rendere succulenta chiudendo gli occhi ed aggiungendo un frammento di lardo..Quel cibo ha attaversato generazioni ed è entrato a far parte della tradizione bresciana, accompagnando poi il companatico domenicale.Io la polenta l'ho sempre amata, sin da piccina.Come nonna Caterina l'amo fumante e morbida..così come fredda a fette, come piaceva a nonna Dina.Un amore a 360 gradi , insomma.Non so perchè ma questa cosa mi ha reso sempre orgogliosa, forse perchè con una mia personalissima madeleine, riuscivo a riunire in un solo correlativo, due donne a cui devo la vita.Da quando ho avuto al statura e la forza sufficiente, ho cominciato persino a trovare divertente il prepararla, secondo la ricetta tradizionale.Portando a bollore l'acqua salata, in cui poi stempero con la frusta la giusta dose di farina, portando a cottura il tutto, mescolando( "menare" è il verbo corretto) con religiosa meticolosità per 40 minuti.
Ogni volta che la mangio penso alle mie nonne, ma anche ai tanti pranzi domenicali in famiglia, trovando sempre il sapore di casa e l'amore di chi mi ha permesso di scoprire quel sapore.E, ogni volta, sono felice.
PA050989

Con questa storia partecipo all'iniziativa di Sigrid de "il Cavoletto di Bruxelles", sognare non costa nulla!:)

17 commenti:

Alex e Mari ha detto...

Grazie a questo concorso di Sigrid sto leggendo delle storie intense di affetto e amore. Ma quanto sono buone le ricette legate ai ricordi ... un ingrediente davvero speciale il ricordo.
Buona settimana Saretta
Alex

k ha detto...

Bel post davvero emozionante... al di là del concorso ovvio. A questo punto, però, farò il tifo per te!
bacio e buon inizio settimana
k

manu e silvia ha detto...

Che bella questa storia..e che buona la polenta...soprattutto quando è appena fatta....

Fra ha detto...

Bellissima storia...è proprio vero le nonne sono le pietre miliari della nostra vita
Un bacio grande
Fra

Melina2811 ha detto...

interessante anche questo....

ღ Sara ღ ha detto...

che bella storia Saretta....e da buona bergamasca ti dico: che buona la polentaaaa!!

complimenti! un bacino e buon lunedi!

Claudia ha detto...

in effetti sembra un concorso letterario ahahah, anche tu hai dato il meglio di te con una bella storia, potremmo raccoglierle e pubblicarle
danno un pizzico di sapore in più alle ricette che già sono spettacolari di loro ***
cla

Saretta ha detto...

Alex:VEro, il ricordo è un ingrediente imbattbile!bacisssimi
K:grazie cara!In ogni caso avrè scritto qualcosa su due persone importanti x me!baciiiiiii
M&S:ma allora stae con nonna caterina!;)
Fra: sìsì le nonne sono essenziali!Bacioni a te cara
Melina: :D
sara: anvedi che c'è qualcuno che mi capisce appieno?Toglieteci la polenta e protestiamo!!!;)
Cla:Grazie cara..hai ragione, ci starebbe bene un bel libro di raccolta!Sai quante lacrime verserei?Aoh , mi commuovo con i ricordi.. Baci bedda!

enza ha detto...

noooo che meraviglia.
il paiolo di rame e che calore le tue nonne e il tuo racconto.
saretta è bello conoscere questi angol di noi.
sarà pure legato ad un concorso piuttosto che a un meme ma che belli sono

Claud ha detto...

Uh, il parlettino di rame!
... per fortuna Saretta, che sognare non costa nulla: se poi mentre sogni senti la voce della nonna, non so... sei subito in un mare di tenerezza.
In bocca al lupo per il concorso!

giucat ha detto...

Brava Saretta, mi hai emozionato. Un bocca al lupo per il concorso di Sigrid. Un abbraccione, Cat

Mariluna ha detto...

Bella Saretta...commovente e istruttiva pure...periodi davvero difficili...fatti raccontare storie da tua nonna che fortunata cé ancora vicina a te...quelle storie di un tempo che affascinano noi che viviamo agiate rispeto a loro, molto agiate. Fatti raccontare e poi trasmettile a chi ti sta vicino, cosi' come hai fatto con noi.
Io ricordo la polenta che veniva fatta, senza niente, solo un filo d'olio, per riscaldarci quando fuori era freddo,freddo e in casa pure.
Baci grandi

campo di fragole ha detto...

Un'introduzione toccante Saretta!
Mi piace conoscere qualcosina di voi amiche blogger :) questo concorso e' stata un'occasione per aprirsi un po' di piu'
Un bacio
Dani

Saretta ha detto...

Enza:ah, il paiolo di rame è il top per la mia polenta!Non sai però quanto aborro quello con l'affare meccanico che la rimesta..grrrr!Vero, il conoscersi attraverso i ricordi è davvero bellissimo!smack
Claud:sì la voce della nonna è unica!Grazie cara cla, un bacino!
Cat:grazie stella, devo confessare che la lacrima è scappata pure a me mentre scrivevo...:)
Mariluna:hai pienamente ragione..e sai quante volte mi rimprovero di non passare un giusto tempo con la nonna?mannaggia la vita, pensare che m'ha dato così tanto..un abbraccio!
Dani:tesora!è bello davvero conoscersi e parlare un po' di quello che si è..credo che si possa in un ambiente "sano" come questo!Belle persone che siete..bacini!

Calogero Parlapiano ha detto...

complimenti davvero per il bel blog... alcuni post mi hanno davvero colpito.
ciao!!

cocozza ha detto...

Saretta sei straordinaria nel tuo racconto che bellissima storia d'amore che meravigliose nonne che hai avuto e sicuramente una meravigliosa mamma che ti ha tramandato queste cose anche a me la polenta piace molto la faccio in tantissimi modi e mi ricorda tanto la mia nonna che la faceva sul fuoco sai io porto ancora il mais al mulino per macinarla e fare la farina per la polenta.
bravissima e in bocca al lupo per il concorso
cocozza

adina ha detto...

e io pure l'ho sempre amata, la polenta, da veneta che sono. e mi piace fine, e anche meno fine. quella integrale, grossa, è fantastica. proprio domenica e sabato, a casa da mamma, mi son fatta una bella scorpacciata! belle le nostre origine! fammi sapere se il tuo grano prende il via dalla dispensa! :-)

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